"B" come Bernstein

L'eclettismo musicale di un grande direttore

Con il programma C'è musica e musica del 1972, Luciano Berio esplorò tante questioni relative al comporre, eseguire, pensare la musica, con esempi che spaziavano dal Barocco al rock e testimonianze di numerosissime personalità del mondo musicale italiano e internazionale, tra le più acute del tempo. Non un'indagine scientifica, come disse, allora, lo stesso Berio, ma il tentativo di avvicinare il pubblico a chi la musica la fa.
Nella clip proposta, Leonard Bernstein risponde alla domanda: “Cos'è la musica?"
 

Se qualcuno potesse rispondere a questa domanda, credo che capiremmo la causa di tutto…
Leonard Bernstein 


Compositore, direttore, pianista, conferenziere, scrittore, personaggio televisivo. Leonard Bernstein (1918 – 1990) ha avuto una carriera spettacolare, raggiungendo la fama internazionale in ciascuno di questi campi. In un sondaggio del 2011, cento celebri direttori d'orchestra lo hanno ritenuto il secondo più grande direttore di tutti i tempi, dietro a Carlos Kleiber.
Dopo gli studi di pianoforte, iniziati all'età di dieci anni, e quelli di direzione d'orchestra, intrapresi a ventuno, Bernstein è nominato direttore assistente dell'Orchestra Filarmonica di New York. Nel novembre del 1943, chiamato a sostituirne il direttore Bruno Walter, ebbe l'occasione di dimostrare in pieno le proprie capacità e di farsi conoscere dal grande pubblico. Diventerà il primo direttore di quell’orchestra nato negli U.S.A., mentre, dieci anni dopo, sarà il primo americano a dirigere l'Orchestra della Scala. L’estroversione è stata la nota dominante da lui posta nella direzione d’orchestra, che rimase la sua attività principale.
Nel campo della composizione, pur essendo stato, fondamentalmente, un autore “colto”, Bernstein raggiunse la popolarità mondiale con un’opera di genere “leggero”: West Side Story. D’altra parte, la sua intera produzione è stata dominata dall’eclettismo. Fin dalla sua tesi di laurea, aveva guardato, musicalmente, ad una combinazione di tutte le tradizioni: classica e popolare, europea e americana e, in questo ultimo ambito, bianca e nera. Un eclettismo conseguenza, anche, del desiderio di condividere con il pubblico più vasto – soprattutto quello giovanile - la “gioia della musica”, espressione che scelse per intitolare una raccolta di suoi saggi. 
 

Credo nell’arte per il calore e per l’amore che porta in sé, anche nell’intrattenimento più leggero, nella satira più amara, nella tragedia più spaventosa. Perché se l’arte è fredda, non può comunicare niente a nessuno
Leonard Bernstein