Rai Cultura
Ponte Vecchio durante l'inondazione. Già durante la notte la piena ne ha tappato gli archi e si teme per un cedimento strutturale
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Le vie della città sommerse dall'acqua, mista al fango
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La cattedrale di Santa Maria del Fiore, circondata da fango e detriti
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L'interno della cattedrale di Santa Maria del Fiore, in seguito all'alluvione
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L'acqua una volta oltrepassato le spallette, inizia a correre per le strade , invadendo le piazze e trascinando via tutto quello che incontra
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Un confronto dell'interno della Basilica di Santa Croce il 4 novembre 1966 e nel 2006
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Cittadini che cercano di districarsi tra le vie allagate. Il massimo dell'alluvione viene toccato alle ore 17
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Alcune persone riescono a risollevare una macchina. Dopo la fine dell'alluvione la città è ricoperta da una distesa di acqua e melma, all'interno della quale si ritrovano oggetti d'ogni genere e carogne di ogni specie
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Un particolare dell'interno della Basilica di Santa Croce, con un militare sullo sfondo che spala il fango
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Un esempio di una parte di argine distrutto dall'Arno in piena, con Ponte Vecchio sullo sfondo
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Militari dell'Esercito italiani impegnati nell'aiuto e nell'assistenza alla popolazione colpita
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Poliziotti intenti nel recupero delle persone in difficoltà
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I soldati italiani che tentano di spazzare via i detriti lasciati dal fango
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Un restauratore d'arte presso la Galleria degli Uffizi esamina i dipinti che necessitano un'opera di restauro
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Via Vaccherecchia, che conduce a Palazzio Vecchio, a confronto nel giorno dell'alluvione e oggi
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Un volontario costernato davanti al Crocifisso di Cimabue danneggiato dall'alluvione
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I portici degli Uffizi dove vengono accumulati manoscritti e libri da restaurare dal fango
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Volontari a lavoro nel recupero dei manoscritti nei magazzini della Biblioteca Centrale Nazionale. I giovani e meno giovani accorsi a Firenze per aiutare vengono soprannominati "Gli angeli del fango"
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4 novembre 1966

Un racconto per immagini

Ricostruiamo quei drammatici momenti attraverso foto dell’epoca, che testimoniano l’eccezionalità e la gravità dell’evento, ma nello stesso tempo anche la grande determinazione e la forza dei fiorentini e di tutte le persone giunte sul posto per superare le avversità.
 

Lo sforzo immane compiuto nei primi giorni dopo la catastrofe da parte della Prefettura, della polizia, dell’esercito, degli enti assistenziali e delle associazioni di volontariato sembra preludere ad un ripristino della normalità

ma la città deve ancora fare i conti con le cantine, piene di fango misto a detriti e qualsiasi altra cosa. Senza contare i magazzini allagati con il rischio di perdere manoscritti, documenti e opere d’arte inestimabili. Gli ultimi volontari lasceranno Firenze ad aprile, protagonisti di una vera impresa passata alla storia.