Carlo Sini. Corpo

L'umano come automa

Carlo Sini parla del  tema della Lezione Magistrale che ha tenuto al Festival della Filosofia di Modena Persona del 2019: Corpo. L'umano come automa.
Il corpo umano è un corpo tecnico e la tecnica è una proiezione esosomatica. Laddove c’è uno strumento esosomatico, cioè che continua fuori dal corpo l’azione del corpo, comincia l’evoluzione del sapere tecnico, che inizia con la produzione di strumenti che sono un prolungamento del corpo, e che sono a fondamento della conoscenza perché conoscenza è il lavoro dello strumento, il cannocchiale di Galileo, per esempio, che non è l’occhio ma il suo prolungamento. Ma noi abbiamo un secondo corpo che è quello della voce, che si incrocia con il primo: l’uomo diventa sapiens quando parla e con il linguaggio chiama gli altri all’azione comune. Per questo il linguaggio è uno strumento esosomatico, perché usa la voce per suscitare una risposta comune che la voce stessa da fuori riscrive dentro.   

Ciò che chiamiamo cultura è un grande automa, qualcosa che si muove da sé, per cui bisogna capovolgere completamente la visione umanistica tradizionale:  è il lavoro che fa l’uomo è lo strumento che fa l’uomo e  l’uomo è il prodotto del suo lavoro, è il prodotto dell’uso intelligente della voce, della scrittura e delle macchine. 


Carlo Sini, già professore di Filosofia teoretica presso l’Università degli Studi di Milano Statale, è socio dell’Accademia dei Lincei. Ha insegnato anche Filosofia della storia e Storia della filosofia presso l’Università degli Studi de L’Aquila. Membro per molti anni del Collegium Phaenomenologicum di Perugia, ha fatto parte del Direttivo Nazionale della Società Filosofica Italiana e dell’Institut International de Philosophie di Parigi. Ha tenuto corsi, seminari e conferenze negli Stati Uniti, in Canada, Argentina e in diversi paesi europei. Studioso del pragmatismo americano e della fenomenologia, ha sviluppato un rilevante approccio teorico ai legami tra filosofia e scrittura, e al sapere dei segni, con particolare riguardo all’alfabeto greco inteso come forma logica del pensiero occidentale. Negli ultimi anni si è dedicato a un’ampia sistemazione “enciclopedica” del sapere filosofico che lo ha condotto a discutere i temi della pratica tra etica, estetica ed arti, politica ed economia. Ha collaborato per oltre un decennio e collabora tuttora con vari settimanali, testate giornalistiche, e anche programmi radiofonici e televisivi in Italia e in Svizzera. Ha fondato e diretto per molti anni la rivista “L’uomo, un segno”, cofondatore e direttore della rivista “Paradosso”, è attualmente anche condirettore di “Nóema”. Alcuni dei suoi libri sono tradotti in inglese, tedesco, francese, spagnolo, catalano e persiano. Una raccolta delle sue Opere, in sei volumi e undici tomi, è in corso di pubblicazione presso Jaca Book. Tra le sue opere recenti: Figure di verità (Milano 2014); Enzo Paci: Il filosofo e la vita (Milano 2015); Inizio (Milano 2016); Trittico (Milano 2018); La vita dei filosofi (Milano 2019); Perché gli alberi non rispondono. Lo spazio urbano e i destini dell’abitare (con Gabriele Pasqui, Milano 2020); E avvertirono il cielo. La nascita della cultura (con Telmo Pievani, Milano 2020); La tenda. Teatro e conoscenza (con Antonio Attisani, Milano 2021); Idioma. La cura del discorso (Milano 2021); Spinoza o la buona vita (Milano 2022).