Vaccino
Le parole dei nostri giorni - Valeria Della Valle
Tutte le volte che nominiamo la parola vaccino non pensiamo certo alla sua derivazione. Vaccino deriva da vacca ed è prima di tutto un aggettivo. Lo usiamo col significato di “bovino” nelle espressioni latte vaccino, carne vaccina, ma a noi, soprattutto in questo periodo, in cui gli scienziati sono alla disperata ricerca di un vaccino contro il Covid 19 o Coronavirus, interessa sapere da quando e perché si è diffusa questa parola. In origine il termine designava sia il vaiolo dei bovini (o vaiolo vaccino), sia il materiale ricavato dalle pustole del vaiolo bovino (pus vaccinico o vaccino), impiegato per praticare l’immunizzazione attiva contro il vaiolo umano.
Valeria Della Valle, già professoressa associata di Linguistica italiana alla Sapienza Università di Roma, ha pubblicato saggi sugli antichi testi toscani, sulla storia della lessicografia, sulla terminologia dell’arte, sulla lingua della narrativa contemporanea, sui neologismi. Socia corrispondente dell’Accademia della Crusca e socia ordinaria dell’Accademia dell’Arcadia, è autrice, con Giuseppe Patota, di 14 libri di divulgazione sulla lingua italiana (ultimo della serie, La nostra lingua italiana, 2019). Nel 2008 ha diretto Il Vocabolario Treccani (5 volumi) e, con Giovanni Adamo, Neologismi. Parole nuove dai giornali, editi dall’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani. Nel 2014 ha scritto il soggetto di Me ne frego! Il fascismo e la lingua italiana, prodotto dall’Istituto Luce Cinecittà. Nel 2018 ha diretto con Giuseppe Patota Il nuovo Treccani e con Giovanni Adamo Neologismi. Parole nuove dalla stampa (2008-2018). Per Rai Cultura ha partecipato al programma “Storie della letteratura. Speciale per Dante”, andato in onda nel 2015 per i 750 anni dalla nascita di Dante Alighieri e ritrasmesso dal 23 al 25 marzo 2020 da Rai 5 in occasione del Dantedì.
Solo all’inizio dell’Ottocento, dalla lingua francese, si sono diffuse in italiano le espressioni vaiolo vaccino, poi virus vaccino, passato poi definitivamente a vaccino, diventato sostantivo. Dalla parola vaccino sono nati molti derivati: da vaccinare a vaccinazione a vaccinoprofilassi a vaccinoterapia. Ma non potevamo immaginare che da vaccino nascessero neologismi come antivaccinazione, antivaccini, Il neologismo inglese no vax si è diffuso purtroppo in tutto il mondo in anni recenti, e anche in Italia per indicare chi si oppone alla vaccinazione obbligatoria o di massa, mentre le espressioni pro-vaccino e pro-vax indicano chi a questo tipo di vaccinazione è favorevole.La scoperta della vaccinazione come tecnica per sconfiggere le malattie infettive risale al 1796 e la dobbiamo al medico di campagna inglese Edward Jenner. Jenner osservò che le mungitrici che contraevano il vaiolo bovino (una forma molto più lieve del vaiolo umano), e successivamente guarivano, non contraevano mai il vaiolo umano, e provò quindi a iniettare del materiale preso dalla pustola di vaiolo bovino in un bambino di 8 anni e la malattia non si sviluppò.
Valeria Della Valle, già professoressa associata di Linguistica italiana alla Sapienza Università di Roma, ha pubblicato saggi sugli antichi testi toscani, sulla storia della lessicografia, sulla terminologia dell’arte, sulla lingua della narrativa contemporanea, sui neologismi. Socia corrispondente dell’Accademia della Crusca e socia ordinaria dell’Accademia dell’Arcadia, è autrice, con Giuseppe Patota, di 14 libri di divulgazione sulla lingua italiana (ultimo della serie, La nostra lingua italiana, 2019). Nel 2008 ha diretto Il Vocabolario Treccani (5 volumi) e, con Giovanni Adamo, Neologismi. Parole nuove dai giornali, editi dall’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani. Nel 2014 ha scritto il soggetto di Me ne frego! Il fascismo e la lingua italiana, prodotto dall’Istituto Luce Cinecittà. Nel 2018 ha diretto con Giuseppe Patota Il nuovo Treccani e con Giovanni Adamo Neologismi. Parole nuove dalla stampa (2008-2018). Per Rai Cultura ha partecipato al programma “Storie della letteratura. Speciale per Dante”, andato in onda nel 2015 per i 750 anni dalla nascita di Dante Alighieri e ritrasmesso dal 23 al 25 marzo 2020 da Rai 5 in occasione del Dantedì.