Anna Maria Ortese
Giulio Ferroni
Anna Maria Ortese. Giulio Ferroni
Anna Maria Ortese (1914–1998), romana, autodidatta, è stata una grande voce nella letteratura del Novecento italiano, eppure, non è molto conosciuta, forse a causa della sua scrittura poco agile e del complesso apparato simbolico dei suoi libri. Ortese, rientra nella corrente del Realismo Magico di Massimo Bontempelli, per la sua capacità di cogliere una realtà visionaria, di atmosfere sognanti, con stupore e meraviglia. Questi sentimenti quasi infantili, si mescolano ad atmosfere di malinconia e di tragedia inevitabile. La vita di Ortese, infatti, fu segnata da lutti familiari violenti che lasciarono un'impronta indelebile nell'animo della donna. Il mare non bagna Napoli, pubblicato nel 1953 per Einaudi, fu visto dagli intellettuali della rivista Sud, dove collaborava la stessa Ortese, come un libro contro Napoli, perché troppo duro nel descriverne lo squallore. La scrittrice venne detta nemica della città e Ortese, fu costretta ad abbandonare Napoli che amava e aveva scelto, senza più far ritorno.