Giosuè Calaciura. Io sono Gesù
La vita immaginaria del Cristo adolescente
Giosuè Calaciura, intervistato nel settembre 2021, parla del suo romanzo Io sono Gesù, pubblicato nel 2021 da Sellerio.
Il romanzo nasce da un ritrovamento di un vecchio racconto di un Gesù in croce che accusava Maria, la madre, ai suoi piedi sul Golgota, di averlo ridotto in quello stato. In quel racconto veniva fuori la tragicità della figura di Maria, che con l’Annunciazione sapeva che suo figlio avrebbe subito un martirio. Ritrovando quello scritto in cui Gesù parlava in prima persona, l’autore ha immaginato di raccontare la vita di Gesù dai tredici ai trent’anni, che non è raccontata nei Vangeli.
A tredici anni Maria e Giuseppe dimenticano Gesù nel tempio e solo dopo tre giorni si accorgono di averlo perso. Nel racconto di Calaciura, Giuseppe abbandona la famiglia e Gesù quattordicenne decide di scappare di casa per cercarlo. Da quel momento inizia un’avventura da letteratura per ragazzi, fino che l’ennesimo tradimento affettivo lo spinge a tornare dalla madre.
Giosuè Calaciura è nato a Palermo nel 1960. Giornalista, collabora con Rai Radio3, scrive per quotidiani e riviste. I suoi racconti sono apparsi in diverse raccolte, tra queste Disertori (Einaudi, 2001), curata da Giovanna De Angelis, e Luna nuova. Nuovi scrittori dal Sud (Argo, 1997), a cura di Goffredo Fofi. Tradotto all’estero, ha pubblicato i romanzi: Malacarne (1998), Sgobbo, Premio Selezione Campiello (2002), La figlia perduta. La favola dello slum (2005), Urbi et Orbi (2006) La penitenza (2016), e il saggio Pantelleria, l’ultima isola (2016). Con questa casa editrice Bambini e altri animali (2013), Borgo Vecchio (2017), Il tram di Natale (2018) e Io sono Gesù (2021).
Il romanzo nasce da un ritrovamento di un vecchio racconto di un Gesù in croce che accusava Maria, la madre, ai suoi piedi sul Golgota, di averlo ridotto in quello stato. In quel racconto veniva fuori la tragicità della figura di Maria, che con l’Annunciazione sapeva che suo figlio avrebbe subito un martirio. Ritrovando quello scritto in cui Gesù parlava in prima persona, l’autore ha immaginato di raccontare la vita di Gesù dai tredici ai trent’anni, che non è raccontata nei Vangeli.
Ho tentato di inventare una versione di Gesù legata ad un’adolescenza malinconica, nostalgica di un ragazzo a cui viene meno il padre.
A tredici anni Maria e Giuseppe dimenticano Gesù nel tempio e solo dopo tre giorni si accorgono di averlo perso. Nel racconto di Calaciura, Giuseppe abbandona la famiglia e Gesù quattordicenne decide di scappare di casa per cercarlo. Da quel momento inizia un’avventura da letteratura per ragazzi, fino che l’ennesimo tradimento affettivo lo spinge a tornare dalla madre.
Io penso che quella di Gesù sia veramente la più importante rivoluzione nella storia dell’uomo, una rivoluzione incompiuta.Nel tratteggiare la figura del Gesù adolescente, l’autore ha lo sguardo rivolto agli adolescenti di oggi, che sono molto attenti alla realtà e alle grandi ingiustizie del mondo. L’adolescenza è un periodo di libertà ma anche di responsabilità per gli uomini che devono immaginarsi liberi ma nello stesso tempo consapevoli della propria umanità.
Giosuè Calaciura è nato a Palermo nel 1960. Giornalista, collabora con Rai Radio3, scrive per quotidiani e riviste. I suoi racconti sono apparsi in diverse raccolte, tra queste Disertori (Einaudi, 2001), curata da Giovanna De Angelis, e Luna nuova. Nuovi scrittori dal Sud (Argo, 1997), a cura di Goffredo Fofi. Tradotto all’estero, ha pubblicato i romanzi: Malacarne (1998), Sgobbo, Premio Selezione Campiello (2002), La figlia perduta. La favola dello slum (2005), Urbi et Orbi (2006) La penitenza (2016), e il saggio Pantelleria, l’ultima isola (2016). Con questa casa editrice Bambini e altri animali (2013), Borgo Vecchio (2017), Il tram di Natale (2018) e Io sono Gesù (2021).