Elisabetta Rasy, Perduto è questo mare
Una Napoli che non c'è più
Si apre con la morte di Raffaele la Capria, il romanzo di Elisabetta Rasy, Perduto è questo mare, pubblicato da Rizzoli. La figura dello scrittore napoletano e quella del padre dell’autrice sono i due poli di una narrazione che procede sull’onda dei ricordi. Da una parte il legame di amicizia con la Capria, nato nel 1986 in occasione di un’intervista e proseguito per trentacinque anni attraverso telefonate quotidiane e periodi di vacanze condivise, dall’altra l’amore per un padre molto presente nell’infanzia dell’autrice, ma poi uscito bruscamente dalla sua vita. Ex aviatore, amante del mare, del ballo, del cinema americano, Lello si dedica molto alla sua bambina fino a quando questa parte per Roma con la madre, che è stanca di un rapporto coniungale in cui non si riconosce più. C’è poi una vacanza estiva nel 1963 che vede l’io narrante tornare a Napoli, trovando il padre che è “l’immagine dell’abbandono”, una “mummia dormiente”, un “uomo dissossato”: una vacanza ricca di contrasti, perché al dolore per le condizioni paterne si accompagnano le gioie della scoperta delle amicizie e dell'attrazione verso l'altro sesso. Quando il padre viene ricoverato in gravi condizioni, nel 1987, la figlia lo rivede dopo tanti anni e la sua morte la rende orfana una seconda volta. Oltre ad offrire al lettore un'ampia gamma di emozioni in cui riconoscersi, Rasy traccia un ritratto della città di Napoli fuori da ogni convenzione, splendente come la superficie del mare e oscuro come la sua profondità.
Elisabetta Rasy (Roma 1947). Si laurea in Storia dell’arte e negli anni Ottanta ha fonda con Pier Vittorio Tondelli e Alain Elkann la rivista Panda. Collavora con varie testate, tra le quali La Stampa, L’Espresso, Panorama e Sette del Corriere della Sera. Autrice di numerosi saggi di argomento letterario, molti dei quali dedicati alla scrittura femminile (La lingua della nutrice, 1978; Le donne e la letteratura, 1984), esordisce nella narrativa nel 1985 con il romanzo La prima estasi. Tra i suoi romanzi: Posilipo (Premio Campiello 1998), Tra noi due (2002), La scienza degli addii (2005), L’estranea (2008), Non esistono cose lontane (2014), entrambi nel 2016, Le regole del fuoco (finalista al Premio Campiello) e Senza la guerra (con M. Cacciari, E. Galli della Loggia, L. Caracciolo), Una famiglia in pezzi (2017), Le disobbedienti. Storie di sei donne che hanno cambiato l'arte (2019), Dio ci vuole felici. Etty Hillesum o della giovinezza (2023) e Perduto è questo mare (2025).Dove era finita la bambina che andava tutti i pomeriggi al cinema col suo meraviglioso padre? E la ragazzina che usciva dall’appartamento del sonno per scoprire gli strani arabeschi amorosi degli adulti e il potere purificante del mare? E quel ragazzo che aveva scoperto il mondo subacqueo e ogni giorno perfezionava sempre di più le sue qualità di tuffatore? Vite dal seguito perduto, con cui né io né Raffaele avevamo più rapporto. Che non fosse il malinconico e taciuto vincolo del rimpianto segreto.