Giacomo Sartori, Anatomia della battaglia

La nostalgia del fascismo

TerraRossa edizioni ripropone il romanzo di Giacomo Sartori, Anatomia della battaglia, uscito da Sironi nel 2005. Il romanzo è un confronto serrato tra un padre e un figlio, un padre che fino alla fine non rinnega la sua fede fascista e un figlio che a quattordici anni entra nel servizio d’ordine di un gruppo di estrema sinistra. La narrazione si apre con il padre che mangia orgogliosamente l’insalata contaminata dalle radiazioni dopo il disastro di Chernobyl: il coraggio è uno dei punti fermi di quest’uomo, oltre alla passione per le spedizioni in montagna. Quando al padre viene diagnosticato un cancro, il padre intraprende una strenua lotta per la sopravvivenza con l’aiuto della figlia che, come lui, non si rassegna al verdetto dei medici. Attraverso due modi opposti di guardare alla vita, Sartori ci offre uno spaccato molto vivido degli anni settanta, dei conflitti che li hanno attraversati.
 

Per tutta la sua vita aveva provato sentimenti, come tutti, ma non gli aveva mai dato peso. Per lui quello che importava sopra ogni cosa era comportarsi come un vero fascista, o comunque - quando il fascismo non esisteva più da anni - come la sua nostalgia del fascismo gli faceva credere che bisognasse comportarsi.


Giacomo Sartori (Trento, 1958) è agronomo e vive a Parigi. Anatomia della battaglia, ora riproposto da TerraRossa Edizioni, uscì nel 2005 nella collana diretta da Giulio Mozzi per Sironi; già pubblicato in Francia dalle edizioni Philippe Rey, uscirà negli Stati Uniti nel 2026 con Coffee House. Tra gli ultimi suoi romanzi: Sono Dio (NN, 2016, Foreword Indie Gold Award for Literary Fiction), Baco (Exòrma, 2019, finalista Premio Procida e Philip K. Dick Award) e Fisica delle separazioni (Exòrma, 2022, finalista Premio Chianti).