Mara Carollo, Promettimi che non moriremo

Il Novecento controcorrente

Caterina nasce in una contrada dell’Alto vicentino nel 1914. Quando finisce la guerra, nel 1918, e torna a casa suo padre, che non riconosce e che le fa paura per come è ridotto, si sente spaesata, si chiede come si vivrà da quel momento in poi. Al centro di Promettimi che non moriremo, il romanzo di esordio di Mara Carollo, pubblicato da Rizzoli, c’è un bellissimo personaggio femminile: una bambina desiderosa di ampliare i propri orizzonti e imparare più cose possibile, che si scontra con la durezza della condizione di vita contadina nella prima parte del Novecento. Carollo racconta la sua protagonista dall’infanzia alla maturità, fino alla vecchiaia negli anni ottanta; le sue vicende private si intrecciano con le vicende storiche: il fascismo, la Resistenza, il boom economico. Lei vorrebbe tenersi al riparo dalla politica, punta tutto sull’emancipazione sociale, ma non riesce a difendere sé stessa e i suoi cari dalla violenza della Storia. C’è poi nel libro la storia dell’amore tra Caterina e Mario, il suo compagno di giochi, che riesce a studiare entrando in seminario, e corona anche il sogno di diventare ingegnere: tra loro c’è da sempre una forte attrazione, ma ogni volta che si ritrovano qualcosa interviene a ostacolare il loro legame. Come madre e come nonna Caterina continua a muoversi controcorrente, seguendo solo il proprio istinto, la propria coerenza interiore. Un percorso femminile a ostacoli che ci conduce all’interno del secolo passato, facendoci rivivere le sue tappe fondamentali.

Dopo pranzo, il maestro tirava fuori il libro Cuore e ne leggeva ad alta voce un capitolo. Caterina, allora, si stendeva tra l’erba, con gli occhi chiusi in direzione del sole e aspettava che le immagini del racconto comparissero tra gli insettini luminosi che si muovevano dietro alle sue palpebre. Se Mario era disteso vicino a lei, senza farsi notare, appoggiava il fianco della sua mano alla sua e lui la lasciava fare. Scendendo, facevano a gara a chi raccoglieva più pallini di piombo tra l’erba e tornavano a casa con le tasche gonfie e pesanti. Vinceva sempre lei.


Mara Carollo è nata a Thiene, in provincia di Vicenza, nel 1979. Dopo la maturità classica si è laureata in Filosofia all’Università degli studi di Padova. Amante della montagna e dei grandi classici della letteratura, Carollo lavora come docente di sostegno in una scuola superiore della sua città e Promettimi che non moriremo è il suo romanzo d’esordio.