Giuseppina Manin, La bambolaia
La finta Alma
Al centro del romanzo di Giuseppina Manin La bambolaia, pubblicato da La Nave di Teseo, c’è la storia vera della bambola che Oskar Kokoschka, ossessionato da Alma Mahler e disperato per essere stato lasciato da lei, si fece costruire da Hermine Moos: una bambola che doveva in tutto e per tutto somigliare ad Alma. Da una parte il pittore che assilla l’artigiana con le sue pressanti richieste, dall’altra una giovane sensibile che si butta in questa impresa fino a provare sentimenti quasi materni per la propria creatura di pezza (e fino a privarsi della propria capigliatura per donarla alla bambola). Sullo sfondo di questa incredibile vicenda la Germania degli anni 1918-1919, uscita impoverita e incattivita dalla guerra, pronta a scatenarsi nella caccia agli ebrei ideata dall’oscuro pittore Adolf Hitler che diffonde tra le birrerie di Monaco il suo messaggio d’odio.
Giuseppina Manin collabora alle pagine Spettacoli e Cultura del Corriere della Sera. Esperta di musica classica e di cinema, ha seguito per circa trent’anni i principali festival europei, da Cannes a Venezia a Berlino. Ha pubblicato diversi libri, di cui quattro con Dario Fo: Il mondo secondo Fo. Conversazione con Giuseppina Manin (2007), Il Paese dei misteri buffi (2012), Un clown vi seppellirà (2013) e Dario e Dio (2016). È inoltre autrice di: Nel giardino della musica. Claudio Abbado: la vita, l’arte, l’impegno (2015), e Ho visto un Fo (2017). Con il romanzo Complice la notte ha vinto nel 2022 il Premio Letterario internazionale Città di Moncalieri.Per una come Alma la bellezza è un criterio limitante e banale, le sue doti sono ben altre. L'intelligenza, l'inquietudine, il talento per la musica e le arti, l'ambizione, la carica erotica, la capacità impagabile di lusingare chi le sta davanti, fanno di Alma lo specchio magico in cui ogni artista vorrebbe riflettersi. Quel suo saper accendere la fantasia, la creatività di chi crede d'amarla, per un musicista, un pittore, un poeta, diventano una droga che entra nel sangue. Una volta assaggiata crea dipendenza, non possono più farne a meno. Pronti a tutto, all'umiliazione, al degrado, pur di riavere la loro dose di Alma.